Profilo linguistico del “random hacker”
Vi siete mai chiesti da dove provenga e quale significato abbia la diffusa usanza di scrivere su Internet sostituendo i numeri alle vocali oppure le “s” con le “z”? Le origini di questi usi si comprendono dando uno sguardo al modo in cui gli hacker interagiscono con il mondo virtuale che li circonda, ossia con la comunità di pari nella quale sono inserito. Il modo di “parlareâ€? hacker o, meglio, di scrivere, si basa essenzialmente sulle regole di uno slang e di un gergo assolutamente specifico.

In una breve rassegna delle principali mode linguistiche in questo ambito, è d’obbligo citare il cosiddetto soundalike slang – che consiste nello storpiare termini e nomi relativi a programmi, personaggi, società , ecc. detestati, mantenendo intatta o quasi la pronuncia (per esempio “Internet Exploiterâ€? al posto di “Internet Explorerâ€?, ovvero “Sfruttatore di Internetâ€? invece di “Esploratore di Internetâ€?) –, e il verb doubling, ovvero il raddoppiamento di verbo in ogni frase, e l’uso di suoni onomatopeici per esprimere stati d’animo e sentimenti.
Per quanto riguarda invece gli usi di cui si parlava all’inizio, nonostante siano teoricamente guardate con disprezzo, si è assistito nel corso del tempo all’acquisizione nella struttura linguistica hacker di norme precedentemente utilizzate solo ed esclusivamente dai cracker.
Queste includono la sostituzione sistematica di alcune lettere con numeri o combinazioni di simboli (per esempio, “3� per “e�, “4� per “a�, “|\|� per “n�, ecc.), della “s� del plurale inglese con la “z� (per esempio, “passwordz� al posto di “passwords�) e l’uso molto frequente di empiriche abbreviazioni di parole più lunghe o di insiemi di parole, similmente a quanto accade nello slang americano (per esempio, “gonna� al posto di “going to�).
Brano tratto e adattato dalla mia tesina di maturità “L’etica hacker” (2005).
Illustrazione tratta da osaka.cool.ne.jp.












