Ieri ho avuto l’opportunità di assistere ad una presentazione multimediale, come ‘testimonianza’ nell’ambito del corso di e-Business del mio piano di studi universitario, curata da Giorgio Soffiato, il fondatore di MarketingArena - un bel blog dedicato alle tematiche del marketing (che vi consiglio). In particolare, ci ha parlato di motori di ricerca, di SEM (Search Engine Marketing) e di SEO (Search Engine Optimization). In questo articolo, riassumo brevemente i punti chiave della sua esposizione.
Quando vi avevo parlato di Salvatore Aranzulla, credevo di aver visto veramente già tutto. Decaloghi di ovvietà e inutili vademecum pensavo costituissero l’apogeo della copiosa produzione digitale di questo giovane talento della divulgazione informatica. E invece il buon Salvatore è riuscito a stupirmi ancora una volta! Dopo aver visto che il suo blog è diventato parte di Virgilio, ho dato un’occhiata all’About del suo sito per vedere cosa aveva scritto in merito a questo ottimo risultato. Ma il mio occhio è caduto prima su questo…
Che la blogosfera abbia una crecente influenza e autorità nel mondo virtuale e non solo è un dato di fatto. Basta guardare cosa è successo al Corriere.it, che ha fatto pubblica ammenda scusandosi per una mancata citazione della fonte e ringraziando i blogger per la segnalazione. Ecco i fatti.
Tramite MakeUseOf sono venuto a conoscenza di questo progetto (per il momento in fase beta) voluto da Mozilla che provede lo sviluppo di un’applicazione molto simile ad iTunes, ma con il vantaggio dell’essere un prodotto non proprietario, quindi open-source. Disponibile sia per Windows, che per Linux, che per Mac, alcuni lo hanno già chiamato ‘iTunes killer’.
Internet, lo sappiamo tutti, è una risorsa virtualmente illimitata per trovare informazioni, per condividere esperienze e per generare reddito. Qualunque blogger lo sa bene: le prospettive di guadagno su Internet - se ci si impegna con costanza e abnegazione - sono molto buone. Alcuni ragazzi sotto i 30 anni hanno saputo sfruttare talmente bene questo potenziale - grazie ad idee innovative, a volte geniali - che hanno messo da parte una vera propria fortuna.
Come sapranno i lettori più assidui, ho abbandonato Windows XP per passare a Mac, preferendo il sistema operativo Apple ad un upgrade del sistema Microsoft, verso Vista. Il 90% di amici, parenti e colleghi di università hanno compiuto scelte analoghe, oppure sono restati con Windows XP. Di certo chi è passato a Windows Vista, fa parte di una minoranza assai ristretta.
Vi ricordate Julian Beever e le sue spettacolari opere tridimensionali disegnate sui marciapiedi? Se n’era parlato più di un anno fa, introducendo l’argomento dell’anamorfismo, questa tecnica artistica che consiste nel realizzare opere che cambiano a seconda della prospettiva o dell’angolo visivo. Ad un livello certamente inferiore, soprattutto sul piano artistico, il video su YouTube che publico oggi spiega i rudimenti di questa tecnica.
Non tutti conoscono IMAP (Interactive Mail Access Protocol). Si tratta di un protocollo di comunicazione per gestire la ricezione delle email, per chi usa client di posta come Outlook o Apple Mail, ma ha la necessità di controllare la posta anche via web. Infatti, IMAP permette di gestire la posta da client come se si fosse sulla webmail.
Vi ricordate il mio post largamente entusiasta di qualche settimana fa sul mio ultimo acquisto, l’iMac? Devo dire che l’entusiasmo è svanito quasi del tutto, negli ultimi giorni, ed ora il mio all-in-one si trova presso un centro di assistenza Apple. Cosa è successo? Semplice: il mio tentativo di installare Windows XP su Mac tramite Bootcamp si è rivelato fallimentare. Seguono i dettagli.
Argomento che fa discutere, in questi giorni, la blogosfera italiana è un tema affrontato da Melamorsicata e DesMM, che si sono posti una domanda, a cui anche io avevo pensato qualche settimana fa. Vedendo un anomalo proliferare di contest e concorsi a premi su molti blog, mi chiedevo che cosa ci fosse dietro. Immaginavo che fosse solo un modo per farsi pubblicità, investendo denaro nell’acquisto di gadget tecnologici da ‘regalare’. Ma c’è ben altro dietro.