Creative Commons 3.0: cosa cambia?
Il 23 febbraio scorso è stata lanciata la versione 3.0 della licenza Creative Commons, il più famoso strumento di tutela dei contenuti copyleft, ossia il diritto d’autore per chi vuole che le proprie opere d’ignegno possano essere di pubblico dominio, nel solo rispetto di alcune fondamentali condizioni. Ma che cosa cambia, sul piano pratico, con la nuova versione?

Genericità reale. Le licenze generiche (”unported“) sono ora veramente generiche, senza alcuna relazione con il sistema giuridico USA, per il quale è previsto un set di licenze specifiche (dettagli).
Armonizzazione dei diritti. L’obiettivo è quello di arrivare ad un trattamento quanto più omogeneo possibile nelle diverse giurisdizioni per quanto riguarda i diritti morali e i rapporti con le società di gestione collettiva.
Millantato legame. Esplicitato il divieto di utilizzare o abusare della licenza per millantare relazioni o partnership con il licenziante o l’autore (dettagli).
Licenze compatibili. Le licenze BY-SA (Attribuzione-Condividi allo stesso modo) offrono la possbilità di pubblicare le opere derivate anche sotto una “licenza compatibile”, il cui elenco sarà presto reso pubblico (dettagli).
Questioni formali. Sono state apportate delle leggere modifiche linguistiche, che tengono in considerazione le osservazioni del progetto Debian e quelle del MIT.
Fonte: creativecommons.it



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