FLAC: comprimere l’audio senza perdere qualità
Come tutti sanno, il più diffuso formato di compressione audio - l’Mp3 - è un compromesso tra spazio occupato e qualità del suono. Per quanto bene possa sentirsi, l’Mp3 è un formato lossy, dove questo termine indica proprio il fatto che la compressione comporta il “taglio” di alcune frequenze sonore, il che si traduce in una perdita di qualità. Ma è possibile comprimere una fonte audio anche in altro modo, attraverso un formato lossless (”privo di perdita”) che riduce le dimensioni di un file musicale, senza alterarne in alcun modo la qualità.

FLAC (Free Lossless Audio Codec) è un codec open source gratuito che attraverso una comoda interfaccia front-end permette di ridurre le dimensioni di un file WAV (o CDA) fino ad ottenere un file compresso di qualità inalterata.
Nessuna magia: la mancata perdita di qualità significa che la compressione è ovviamente inferiore rispetto all’Mp3, quindi il file ottenuto sarà di gran lunga più grande di un file compresso con Lame. Tutto sommato, però, la compressione risulta molto efficiente e si risparmia fino al 30-40%, contro il 10-20%, qualora venga zippato, rispetto alla dimensione del file originale (dati: Wikipedia). La velocità di compressione è molto buona, pari - se non inferiore - a quella dell’Mp3.
Se si è disposti a sopportare la scarsa leggibilità dei file lossless sui principali lettori multimediali - incompatibilità solitamente superabili mediante l’installazione di appositi codec o programmi third party - FLAC rappresenta la soluzione ottima per chi vuole comprimere la propria musica senza rinunciare alla qualità originale.












