La minaccia degli spam blogs
Non solo lo spam è la principale minaccia per quanto riguarda la posta elettronica, i guestbook e i forum, con milioni di messaggi indesiderati inviati ogni giorno; ora sono arrivati addirittura a sfruttare lo strumento del blog per fare soldi con metodi fraudolenti. E’ questo il caso degli “splogs” - contrazione di spam blogs (a volte anche chiamati “Blam”) -, blog creati solitamente su host gratuiti come Blogpost.com con il solo intento di promuovere siti affiliati per aumentarne il PageRank.

Il funzionamento è semplice: si apre un blog gratuito, si inseriscono contenuti privi di senso o, peggio, rubati ad altri siti (solitamente tramite i feed RSS), magari che contangano le keywords maggiormente redditizie per quanto riguarda Adsense e si inseriscono decine e decine di link verso siti affiliati per aumentarne la visibilità. Il tutto avviene tramite programmi creati ad hoc (peraltro pagati a peso d’oro) che facilitano colpevolmente la frode.
La minaccia per la blogosfera non è certo da sottovalutare. Si pensi solo ai danni agli inserzionisti che può causare lo sfruttamento di pagine create con il solo scopo di lucrare con Adsense. Ma i pericoli non si fermano qua. Gli splog infatti inquinano i risultati di ricerca oltre a consumare grandi quantità di spazio e di banda per chi li ospita.
Fortunatamente, per combattere questo triste fenomeno, è nato SplogReporter.com un sito che raccoglie segnalazioni per individuare gli spam blogs e procedere alla loro chiusura. Di certo, però, il fenomeno è talmente diffuso che non può bastare solo un sito per arginarlo. Si tratta di sensibilizzare e di imporre un’etica generale - anche se forse l’idea è utopistica - che impedisca a questi personaggi di concepire il mondo di Internet solo in chiave di speculazione e raggiri.
Link: SplogReporter.com














