Levi-Prodi: registro per blog e siti internet
Leggo con grande stupore su Corriere.it e Punto-Informatico.it che il 12 ottobre, in sordina, è stata approvato dal Consiglio dei Ministri un nuovo disegno di legge che, se tradotto in norma vera e propria, imporrà a gestori di blog e siti internet l’iscrizione al Roc (Registro degli operatori di comunicazione). Questo non solo si porta dietro noiose procedure burocratiche all’italiana (non gratuite, naturalmente), ma pare anche un tentativo di mettere il bavaglio a chi scrive online. (Immagine: BloggingTricks)

Beppe Grillo e Paolo De Andreis deunciano la gravità della situazione: se norma sarà , qualsiasi blogger (anche chi scrive per piacere personale saltuariamente e senza scopo di lucro) sarà costretto a produrre dei certificati, pagare un bollo, dotarsi di una società editrice ed avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Direttore responsabile che risponderebbe per diffamazione a mezzo stampa (quindi aggravata) in caso di omesso controllo dei contenuti pubblicati, persino sui commenti postati dagli utenti in risposta agli articoli. Cosa significa? Che un blogger rischia potenzialmente anche il carcere, poichè trattasi di reato penale.
Tutto ciò, non è difficile intuirlo, pone dei limiti pesanti a chi scrive online, condannando buona parte della blogosfera nostrana al silenzio, anche perchè saranno ben pochi quelli che potranno permettersi di attenersi al nuovo provvedimento, ma soprattutto saranno pochissimi quelli che saranno disposti a rischiare un’accusa per diffazione.
Ma quindi ora come ora un blogger può liberamente compiere atti di diffamazione? Ma nemmeno per sogno. E’ proprio questo il paradosso: è stato creato un provvedimento per combattere i reati di diffamazione, nonostante tali reati vengano perseguiti già adesso!
Vero è che il provvedimento non è pensato per il giovane che scrive i fatti suoi su internet, ma per quei blog che sono un vero e proprio prodotto editoriale. Lo stesso Levi ammette che la differenza è sottile, ma proprio per questo sarà affidato al Garante per le comunicazioni il compito di discriminare. Resta il fatto che sarà interessante capire quali saranno i criteri di distinzione.
L’allarmismo corre nella blogosfera: è nata una petizione e c’è chi parla persino di trasferire i blog all’estero, in paesi veramente democratici. C’è chi invita alla moderazione, sostenendo che tra approvare un provvedimento e vedere un blogger in carcere c’è di mezzo il mare. Il mio giudizio personale sulla questione è che questo provvedimento è una colossale sciocchezza. Primo perchè limita fortemente la libertà di espressione su Internet (cosa gravissima, manco fossimo in Cina!) e secondo perchè rischia di segnare la fine della nostra amata blogosfera.



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Ciao. Volevo segnalare anche quest’altra di petizione sempre su questa legge assurda. Credo che se la gente non comincia a darsi una svegliata finiremo con l’essere sottomessi da un governo che pensa solo alle sue tasche e non al popolo!
link alla petizione: altra petizione
[…] Levi sull’editoria, Il Governo vara la Internet Tax, «Registro per blog e siti internet», Levi-Prodi: registro per blog e siti internet, Cosa ne sarà dei blog? Tags: Blog, DDL, editoria, Levi, […]
Forse si sono accorti della fesseria che stavano facendo, leggete l’articolo sul Corriere della Sera.
http://www.corriere.it/politica/07_ottobre_20/ddl_legge_editoria_...
Sottolineo un passaggio di quel che dice Gentiloni:
“Naturalmente, mi prendo la mia parte di responsabilità - continua Gentiloni - (Come ha fatto anche il collega Di Pietro nel suo blog) per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri.�
Cioè, manco leggono le leggi proposte. Ussignor
ormai veramente non mi sorprende piu’ nulla nella politica italiana. nono voglio aggiungere altro, perchè non vale nanche la pena.
/n.