Mantenere il “www”? Analisi di pro e contro
Negli ultimi tempi si è assistito al proliferare degli adepti della “corrente di pensiero” secondo cui includere il “www”, davanti al resto dell’indirizzo di un sito, sia ormai cosa superata. Per alcuni, il “www” è addirittura deprecato. Su hm2k.com è stato pubblicato un interessante articolo contenente alcune buone ragioni (pratiche, socio-culturali, storiche, ecc.) per non abbandonare l’uso del prefisso che da sempre designa il World Wide Web, oltre ad alcuni motivi che invece incoraggiano la tesi opposta.

L’uso del “www”
- chiarifica lo scopo dell’URL (per esempio, “www” è il World Wide Web, “webmail” è la casella di posta web-based, ecc.)
- permette al sito di essere più versatile in termini di gestione e cambiamenti DNS e IP
- è mantenuto da tutti i principali siti web (come si può vedere qui e qui)
- è stato usato sin dall’alba del World Wide Web - la prima volta, nel 1991, da Tim Berners-Lee (nella foto)
- facilita il riconoscimento di un URL (per esempio, “example.com” non sempre viene riconosciuto come tale)
- favorisce la comunicazione degli indirizzi, perchè dire www.example.com è più semplice e più snello che dire http://example.com/
- potrebbe al massimo essere sostituito con il subdomain prefix “web”, in modo da rinnovare lo standard - toglierlo non sembra avere molto senso
- è ancora voluto dagli utenti, esattamente come sono ancora voluti altri prefissi (es. “ftp”, “wap”, ecc.)
- aiuta i lettori di materiale cartaceo a indentificare senza dubbi di che cosa si tratti
- facilita il riconoscimento come URL di quegli indirizzi con TDL atipici (es. example.me.uk, example.to, example.tt, ecc.)
- è indicato perchè a volte vi sono differenze di contenuto tra example.com e www.example.com
In realtà , esistono anche delle ragioni opposte a queste, secondo cui il “www” non va indicato poichè
- i browser sono intelligenti: sono in grado di capire che si tratta di un URL anche senza specificare il “www, nè l’”http”
- la terminologia “World Wide Web” ha un sapore antiquato, ed oggi si parla più semplicemente di “web”
- le generazioni che usano il computer sono assolutamente in grado di identificare gli URL, anche senza prefissi, come i browser
- non si mandano email a mail@mail.example.com
(Fonte: hm2k.com; Foto: encarta.msn.com)













