Nessun blogger è Babbo Natale
Argomento che fa discutere, in questi giorni, la blogosfera italiana è un tema affrontato da Melamorsicata e DesMM, che si sono posti una domanda, a cui anche io avevo pensato qualche settimana fa. Vedendo un anomalo proliferare di contest e concorsi a premi su molti blog, mi chiedevo che cosa ci fosse dietro. Immaginavo che fosse solo un modo per farsi pubblicità, investendo denaro nell’acquisto di gadget tecnologici da ‘regalare’. Ma c’è ben altro dietro.

Il meccanismo è tanto semplice, quanto efficace. Un blogger acquista un gadget tecnologico (un lettore Mp3, un cellulare, ecc.) e lo offre come premio in un concorso a cui possono partecipare altri blogger, disposti a segnalare l’iniziativa, pubblicando un articolo sul proprio sito.
Geekissimo ha avuto il merito e il demerito di essere il pioniere di ciò che sta diventando un fenomeno assai odioso. Il buon Salvatore si è addirittura inventanto una partnership - se così la si vuole chiamare - con YouBuy.it per promuovere il suo concorso.
Questo permette al blogger fortunato e ingenuo di ottenere un iPod in cambio di un articolo pubblicato. Ma, soprattutto, permette al blogger furbo che ha lanciato il concorso di fare incetta di backlinks, di scalare classifiche, di migliorare il posizionamento sui motori di ricerca, e - di riflesso - di incrementare i guadagni generati dalla pubblicità contestuale (che, in molti casi, finiscono per coprire interamente se non superare l’investimento iniziale).
A prescindere dal fatto che tutti questi concorsi sono abusivi, in quanto non vi è richiesta di autorizzazione ministeriale, c’è molto da discutere anche sulla buona fede di chi i concorsi li lancia. Se è vero che è un modo come un altro per farsi pubblicità, è anche vero che sembra una soluzione per incrementare artificiosamente il valore di un blog, che viene a dipendere da investimenti in denaro camuffati da concorsi, piuttosto che dal reale apprezzamento del pubblico.
Su Internet e nella blogosfera la meritocrazia non sembra esistere: finisce per essere più citato un blog con contenuti di scarsa qualità che offre una ricompensa a cui lo cita, che non un blog con contenuti interessanti che rifiuta questi meccanismi per scalare le classifiche (di cui viene messa a nudo, ancora una volta, l’inattendibilità).
C’è anche da dire che non si può giocare a tennis da soli: senza un massa di blogger disposta ad assecondare questa forma di ‘doping’, svendendo un articolo per partecipare alla lotteria, chi lancia i contest non avrebbe alcun vantaggio da trarne. E su questo c’è molto da riflettere.
Non sarebbe forse più giusto se i blogger di maggior fama regalassero un iPod facendo un concorso a cui si partecipa commentando, magari con una forma di selezione in grado di premiare i visitatori più assidui? In questo modo si otterrebbe una ‘fidelizzazione’ del lettore, senza il ricatto dei backlink e senza discriminazione tra lettore e lettore-blogger.













bravi avete scoperto l’acqua calda..
Mah, secondo che metriche si dovrebbe giudicare il vincitore?
Tornando ai contest alla fine ogni volta che ne salta fuori uno salta fuori qualcuno che gli spara addosso.
Tralasciando per un attimo la legislazione concorsi direi che ognuno è libero di far quello che vuole. Vuole viziare la SERP regalando un iPhone? Che lo faccia. Tanto alla fine troverà sempre qualcuno che lo linkerà.
Non ti va bene? Al posto di stare qui a lamentarsi (ho visto solo 3 contest, ma 30 post di lamentela su diversi blog in questi giorni) basterebbe segnalare chi organizza contest a Google come spammer o “taroccatore di SERP” spiegando la situazione. Se google comincia a bannare i contest finiranno.
Google non banna? Vai alla GdF per la storia della violazione della legge sui concorsi. Al posto di lamentarsi sarebbe ora di agire. Tutti si lamentano che chi organizza concorsi è “cattivo”, ma alla fin fine non si va mai oltre l’invettiva, tradizione tutta italiana. Non ti pare?
italia: paese delle banane..
@Napolux: se devo essere sincero, mi apettavo che qualcuno avrebbe posto questa questione. ti rispondo brevemente.
le metriche: io pensavo ad una cosa del tipo che chi ha almeno un tot numero di commenti sul blog può partecipare all’estrazione. oppure allargare l’estrazione a tutti gli utenti, sia quelli più assidui che quelli occasionali. l’importante è che non si siano ricatti.
sul resto ammetto che *in teoria* hai perfettamente ragione. le mie lamentele però non sono volte a riprendere chi organizza i concorsi, quanto ad aprire un dibattito per riflettere su ciò che sta accadendo, sul perchè accade e su quali potrebbero essere le conseguenze.
non è un articolo di denuncia, stile iene. è un articolo per riflettere tutti assieme se questi contest siano o meno corretti. la mia conclusione è che non lo sono, si può essere d’accordo o meno.
ma di certo non è mia intenzione mettere il bastone tra le ruote di nessun blogger, visto che ognuno è libero di agire come meglio crede. la considerazione sulla liceità era solo un inciso per dire che oltre che scorretti questi concorsi non dovrebbero proprio esistere.
/n.
E’ difficile vedere in questa pratica di marketing una frode, di certo si basa molto sulla fiducia, ma a chiunque di questi non conviene truffare nessuno… Sono certo che da questo punto di vista la rete se la possa cavare ad auto-regolamentarsi da sola senza chiamare in ballo terzi che bloccherebbero chi promuove contest.
Personalmente trovo che parlarne non sia sbagliato, non avverto la sensazione che se ne parli perchè bisogna assolutamente andare contro a qualcosa… ma è giusto che se ne parli per invogliare la gente a pensare prima di “linkare” senza che si renda conto di cosa sta offrendo.
Ho capito perfettamente il meccanismo dei contest (il primo che ho visto è stato quello di geekissimo).
Escludiamo per un attimo la presenza dei contest. Anzi, facciamo finta che non esistono. Ci soffermeremo ovviamente sulla routine di un blog, cioè i contenuti, design, visite, trackbacks, commenti, “servizi” ecc… In questo caso, tutti gli elementi citati creano valore per un blog. Cioè lo rendono meritevole (dove la qualità sia riscontrata) anche agli occhi di quelle classifiche.
Nel momento in cui si lancia un contest, il merito è fasullo per quel post perchè si offre un bene e non un contenuto (cioè il sapere, l’informazione e via dicendo). Il risultato è sfalsato a causa dei metodi di calcolo fatti dalle classifiche stesse (backlincks e via dicendo). Questo meccanismo è dettato dall’impostazione professionale o semiprofessionale di certi blog. Se bloggare diventa un lavoro, allora tutto diventa più chiaro. Si diventa disincantati a vedere certe cose.
Tanto i conti si fanno sul lungo periodo, visto che l’ambiente di cui si parla è in continuo movimento. Ad esempio: un po di tempo fa mi limitavo a leggere i post e basta. La qualità che percepivo nel tempo si è consolidata a tal punto che alla fine ho dovuto per forza commentare in questo blog. Ho partecipato. Sia chi commenta, sia chi osserva alla fine trae un giudizio. il vantaggio di un blog amatoriale è proprio questo: il “disimpegno”.
Condivido pienamente il tuo pensiero, Matrix. E grazie per aver commentato
/n.
[…] c’è chi è a non si lascia assolutamente sfuggire questo tipo di iniziative, chi invece si schiera assolutamente contro e lancia tanto di invettiva contro i “bloggers svenduti” ed infine c’è anche chi […]