Pixel font: cosa sono e come si usano
Se si tenta di ridurre le dimensioni di font tradizionali sotto la decina di pixel, la scritta risulterà praticamente indecifrabile oppure esteticamente non attraente. Le pixel fonts (a volte definite ‘bitmap fonts’) nascono proprio dalla necessità di rendere leggibili scritte di dimensioni ridottissime, solitamente le note di copyright situate in fondo ad ogni sito oppure le voci di menu laterali di larghezza particolarmente contenuta.
Il vero problema è capire come si usano e soprattutto dove trovare siti che le mettano a disposizione gratuitamente. Per quanto riguarda il primo aspetto, senza voler approfondire eccesivamente (per chi volesse, questa pagina lo spiega in modo estremamente dettagliato), si può dire sinteticamente che le pixel font vanno usate nei programmi di grafica con le seguente impostazioni:
- immagine con 72 DPI di risoluzione
- utilizzare la cosiddetta ‘design size’ (ovvero la grandezza di default, solitamente 7 px) specificandola in pixel e non points
- eliminare l’anti-alias o font smoothing dalle opzioni del font
- salvare l’immagine in GIF per preservare la nitidezza
Per quanto riguarda la reperibilità di font adatte a questo tipo di dimensioni, il discorso si complica. I caratteri a pagamento sono centinaia e se si è disposti a spendere da 10 a 20 dollari per un font allora la scelta è assai ampia, in particolare su MiniFonts.
Nel caso in cui però si cerchi un carattere gratuito, ci si può affidare o alla celeberrima Silkscreen, creazione di Jason Kottke, oppure a siti come Wanted Fonts (categoria ‘pixelated’) o ancora come 04.jp.
Se, per finire, volete prendere qualche spunto per inserire frasi in pixel font sul vostro sito, Kaliber 10000 rappresenta la pixelizzazione testuale interpretata in chiave… estrema.
Links: MiniFonts, MiniFonts, Wanted Fonts, 04.jp












