Riflessioni sul successo del sapere libero
Il software libero, per quanto affascinante possa essere la sua etica, non sembra mai esser riuscito ad intaccare il predominio delle case commerciali, se non in pochi, isolati casi. Si pensi ai sistemi operativi: di certo Linux è molto usato, ma mai è arrivato ad insidiare significativamente Microsoft, che detiene un monopolio, solo di recente appena scalfito dalla Apple. E invece c’è qualcosa di “libero” che sembra aver vinto un’importante battaglia: è il sapere libero di Wikipedia.

Da un paio di settimane, come è noto, Wikipedia, attraverso la Wikimedia Foundation ha dato inizio ad una raccolta fondi basata sul libero contributo privato, per sostenere il proprio sviluppo e la propria sopravvivenza.
Per molti un dovere morale, per altri un segno di gratitudine verso un sito che fornisce, gratuitamente, una risorsa di inestimabile valore culturale e sociale; fatto sta che la raccolta sta per raggiungere il milione di dollari. I fondi saranno destinati al finanziamento hardware e non solo dei server (si pensi che Wikipedia nel solo anno fiscale 2005-2006 ha speso circa 430.000 $ in hardware e 200.000 $ in hosting).
Con qualche dollaro di offerta libera, si contribuisce al sostentamento di un’enciclopedia infinitamente più estesa di qualsiasi versione multimediale a pagamento, per esempio Encarta. Certo, il problema rimane l’attendibilità delle informazioni, ma nel lungo termine sembra essere destinato alla scomparsa.
Questa piccola vittoria ha la portata di un successo storico dell’open source sui progetti proprietari, del gratuito sul commerciale, della condivisione sul possesso esclusivo. Una bella rivincita per quanto in precedenza non era riuscito - o almeno non interamente - al software libero.












