Spock e le ricerche ‘personali’
Mi sono imbattutto quasi per caso in questo cuioso motore di ricerca, chiamato Spock. Si tratta di una delle start-up più promettenti, insomma un sito da tenere d’occhio. Risponde all’esigenza (o curiosità) che hanno in molti, cioè di vedere quanto il web ’sa’ di ciascuno di noi. Spock, attraverso un complesso algoritmo di ricerca, riunisce in una sola pagina tutte le informazioni più rilevanti che delineano il profilo di una persona come utente web.

La ricerca si basa sulle informazioni ricavate su biografie, blog, social network, siti di notizie, directory e altre fonti online. Cercando nome e cognome su Spock è possibile ottenere una marea di informazioni su una persona, e curiosare nelle sue abitudini di utente.
L’aspetto sociale di Spock riguarda la possibilità per gli utenti di ‘taggare’ le persone e di contribuire con la segnalazione di informazioni e foto, per arricchire il profilo di una persona.
Qualche perplessità ce l’ho riguardo alla privacy. Se è vero che Spock raccoglie informazioni pubbliche, che ognuno immette nella rete di sua spontanea volont, è anche vero che Spock può diventare uno strumento di controllo, per chi è interessato a vedere che cosa fanno su Internet amici, familiari o persino colleghi.
Tutto questo è accentuato dal fatto che le ricerche sono talmente accurate che difficilmente a Spock sfugge un aspetto della nostra vita sociale online. Un ottimo risultato (nell’ottica di efficienza della ricerca), ma anche un’arma a doppio taglio, secondo me.












