30 Marzo 2007 -
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Categorie: Approfondimenti | Tags: alex-tew, pixel, pixel-advertising, pixelotto, pubblicità
Tempo fa si analizzava la situazione attuale del pixel-advertising. Le conclusioni non sembravano incoraggianti: la regola generale è che un’idea originale e di gran successo è destinata a esaurire il valore che genera in breve tempo, lasciando a copie, varianti e imitazioni nient’altro che le briciole. Dopo qualche giorno però, ecco la notizia del lancio di Pixelotto, l’ultima creazione di Alex Tew, quasi a voler smentire le considerazioni fatte. L’avvio sembrava promettere un successo analogo all’idea originaria, sebbene la formula non presentasse varianti significative. E invece, dati attuali alla mano, Pixelotto si è rivelato un vero e proprio flop.

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27 Gennaio 2007 -
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Categorie: Crazy Web, Tendenze | Tags: pixel-advertising, pubblicità
Spero di non annoiarvi citando nuovamente Alex Tew. Il tizio della pagina da un milione di dollari e del lotto a pixel rappresenta un po’ l’archetipo del giovane che cerca di mettere da parte un po’ di quattrini, spesso per gli studi, sfruttando il web. Le sue idee non hanno solo dato vita a migliaia di cloni, ma hanno ispirato anche numerose altre forme di pubblicità “atipiche”. Le tre più curiose e interessanti sono recensite in questo articolo.

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5 Dicembre 2006 -
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Categorie: Crazy Web, News | Tags: pixel, pixel-advertising, pubblicità
Solo qualche giorno fa mi ero occupato di una valutazione sul successo a livello globale del fenomeno del pixel advertisting. E quasi a voler smentire la mia poco ottimistica previsione sul futuro di questa forma di pubblicità, ecco che Alex Tew ha oggi lanciato Pixelotto, una pagina da 2 milioni di dollari, ma con un’incredibile particolarità.

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30 Novembre 2006 -
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Categorie: Approfondimenti | Tags: alex-tew, pixel, pixel-advertising, pubblicità
Circa un anno fa, un 21enne inglese di nome Alex Tew, lanciò nel web la sua idea: una pagina composta da un milione di pixel, da vendere ad un dollaro ciascuno, su cui inserire pubblicità. Il successo fu impensabile: nel giro di pochi mesi, sul suo conto corrente comparvero numeri a sei crife. Gli ultimi pixel, messi all’asta su eBay, furono oggetto di una dura battaglia a colpi di decine di migliaia di dollari, per accaparrarsi gli ultimi spazi liberi. Secondo alcuni, il pixel advertising aveva le potenzialità di segnare l’inizio di una nuova era di pubblicità online. Ma qual è la situazione reale, a distanza di un anno?

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