IMVU: instant messaging 3D alessandra /aiutooooo vado su get start e ttt ma su ql da scrivere last name k kazzo vuol dire?? nn mi fa entrare!!!!... 3 Luglio 2008
IMVU: instant messaging 3D ilenia /x lamas lamas e da dieci giorni che non mi rispondi ti prego io non riesco a da iscrivermi e quando devo mettre il... 3 Luglio 2008
Questi sono i tre ingredienti fondamentali dell’ultimo video ‘virale’ su YouTube. Ancora una volta la dimostrazione di come un’idea semplice, realizzata con qualche euro di investimento (e a volte nemmeno quello), possa diventare un successo di proporzioni globali, grazie al passaparola su Internet. Un fenomeno per certi versi inspiegabile che pure sembra ripetersi con straordinaria regolarità, visto che di viral videos se ne contano decine ormai.
Dopo tante polemiche e critiche (caso Viacom), YouTube ha deciso di compiere un importante passo per tutelare i possessori dei diritti d’autore, grazie a nuovi tool di content management. Se oggi le violazioni di copyright sono all’ordine del giorno, in futuro - forse - non sarà più così. Il colosso della condivisione video ha infatti deciso di venire incontro ai legittimi proprietari (dribblando i guai legali) dei contenuti postati dagli utenti.
Ormai è un dato di fatto: nonostante il regolamento parli chiaro, e sia riportato ogni volta che si carica un video, su YouTube circola un’immensa mole di materiale uploadato abusivamente dagli utenti. Sembrava scontato, a questo punto, che prima o poi il portale avrebbe dovuto tentare di porre rimedio a questa situazione di dubbia sostenibilità. Per questo è in fase di test un tool per aiutare gli utenti ad aggiungere colonne sonore legali, sostituendo quelle dei propri video.
Fino al 23 marzo è possibile partecipare come giuria ai 2006 Video Awards, un concorso per premiare i migliori video amatoriali presenti sul popolare sito di video sharing. Le categorie in gara sono sette, ciascuna con 10 nomination. E a votare sono, ovviamente, gli utenti.
Dopo aver ammirato il bel video speed painting di Massimo Mastromarino, che ritrae Elisabetta Canalis, ho deciso di segnalare quest’altro video che mostra le diverse fasi di compimento di un eccezionale ed elaboratissimo ritratto di John Locke (Terry O’Quinn), personaggio della serie TV “Lost”. Un lavoro di oltre tre ore, riassunto in poco meno di 6 minuti. Il virtuoso disegnatore è l’argentino Nico Di Mattia.
Ormai non passa settimana senza che su tutti i quotidiani facciano comparsa notizie su preoccupanti casi di bullismo e violenza tra le mura delle scuole di tutta Italia. Pestaggi, vergognose umiliazioni di studenti diversamente abili, vandalismo, ricatti sessuali. Nelle scuole italiane ne succedono di tutti i colori. E il fatto di poter diffondere queste “imprese”, mettendole davanti agli occhi di centinaia di migliaia di persone, tramite YouTube, sembra esaltarne gli autori. Ma la colpa è solo del colosso della community di condivisione video?
Il co-fondatore del celeberrimo sito di video-sharing YouTube.com annuncia che è in programma per i prossimi mesi un cambiamento significativo della politica economia del sito. Attualmente, chi inserisce un video su YouTube deve “accontentarsi” della fama che potenzialmente potrebbe raggiungere, senza però avere un ritorno monetario. Molto presto, invece, YouTube condividerà parte dei propri ricavi con gli utenti.
YouTube è una grande risorsa multimediale. Però non offre, per ovvie ragioni, la possibilità di scaricare i suoi contenuti in modo da poterli conservare sul disco fisso oppure trasferirli su altri supporti come un iPod video oppure un cellulare. Per fortuna esiste un sito che permettere di scaricare i video e salvarli in diversi formati.
Il più usato motore di ricerca ha comprato in azioni il controllo del sito leader nella distribuzione di video online. Costo dell’operazione: 1,65 miliardi di dollari (1,30 miliardi di euro). Impensabile fino a qualche tempo fa che si potesse arrivare a tanto - basti pensare che si tratta dell’operazione più onerosa nella storia di Google - per un sito nato in piccolo che si è allargato in breve tempo fino a controllare poco meno della metà del mercato.
C’era da giurarci che le guerre legali di cui tanto si è parlato si sarebbero spostate dai programmi di file-sharing peer-to-peer a quei siti che mettono a disposizione del pubblico, gratuitamente, video e file musicali. YouTube e MySpace rischiano ora di dover affrontare in sede processuale la Universal che reclama il pagamento dei diritti d’autore sul materiale disponibile online.