Un tasto che vale 110 milioni di dollari
Vi siete mai accorti che, sulla homepage di Google, accanto al tasto di ricerca ce n’è un altro, che si chiama ‘Mi sento fortunato’. Si tratta di una funzione che restituisce il primo risultato della ricerca associata alla query inserita, anzichè mostrare i primi dieci risultati attinenti. In realtà questo tasto - presente dal 1998 - viene usato pochissimo, tanto che si può stimare che la sua presenza provochi per Google 110 milioni di dollari di mancato guadagno all’anno.

Mostrare direttamente il primo risultato, senza passare per la pagina che elenca i primi dieci, significa che Google non mostra alcun annuncio pubblicitario in quella determinata ricerca, finendo quindi per perdere la percentuale sui link sponsorizzati venduti agli inserzionisti. E, considerando che viene utilizzato da circa l’1% degli utenti, il tasto incriminato finisce per provocare una mancato guadagno di 110 milioni di dollari all’anno!
Ma perchè alora non lo eliminano? In fondo è usato pochissimo e, oltretutto, riduce il reddito della società americana. I motivi sono essenzialmente due. Il primo è, più che altro un obiettivo (amibizioso), di riuscire a mostrare agli utenti il risultato che cercano, senza nemmeno doverlo scegliere da un elenco. Il secondo è che Google ci tiene a sottolineare che il profitto non è tutto e che la valenza sociale del servizio supera il mancato guadagno. Una sorta di filosofia autolesionista, insomma, ma che va rispettata.



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Ti dirò, io lo uso spesso, quasi sempre quando cerco qualcosa di cui non so assolutamente nulla…
Diciamo che in quei casi ripongo fiducia assoluta in Google
io invece non l’ho mai usato!!!
/n.
Nemmeno io l’ho mai utilizzato, ormai vado ad occhi chiusi, speriamo solo non lo spostino di posizione con “Cerca con Google”
Un piccolo appunto: si parla di mancato guadagno. Ma in realtà il mancato guadagno può essere di due tipi:
1) Mancato guadagno a fronte di un costo sostenuto in precedenza. In questo caso non ci sono profitti e neanche ritorni che possano reintegrare le spese sostenute. Tali spese, nel caso di google potrebbero essere compensate da profitti di altri servizi.
2) Mancato guadagno potenziale. E’ un paradosso economico, in base al quale anche ciò che di per se non porta a costi (ma dovrebbe provocare guadagni) se non soddisfatto viene considerato come costo, cioè la mancata opportunità. In parole povere, in questo secondo caso, il mancato guadagno più che una vera e propria perdita è una proiezione mentale….anche di tipo contabile.
Personalmente, mai usato quel tasto.
Ciao Matrix, si la tua precisazione è corretta. evidentemente intendevo la seconda accezione
visto che non credo che quel tasto comporti costi diretti di per sè..
/n.