YouTube e violenza scolastica. Considerazioni.
Ormai non passa settimana senza che su tutti i quotidiani facciano comparsa notizie su preoccupanti casi di bullismo e violenza tra le mura delle scuole di tutta Italia. Pestaggi, vergognose umiliazioni di studenti diversamente abili, vandalismo, ricatti sessuali. Nelle scuole italiane ne succedono di tutti i colori. E il fatto di poter diffondere queste “imprese”, mettendole davanti agli occhi di centinaia di migliaia di persone, tramite YouTube, sembra esaltarne gli autori. Ma la colpa è solo del colosso della community di condivisione video?

Se è indubbio che il fenomeno desti preoccupazione a livello istituzionale e politico, è anche vero che il bullismo c’è sempre stato nelle scuole. Si tratta di una sorta di istinto primordiale che porta alcuni individui a tentare la sopraffazione dei più deboli. Spesso per scherzo, spesso attraverso l’uso di violenza sia fisica che psicologica.
YouTube permette di mettere in vetrina i video di queste imprese. Di certo è un incentivo forte per i “bulli” e per chi li fiancheggia riprendendo le loro “imprese”. Però la colpa del sito è solo indiretta: chi sfrutta il mezzo video per diffondere atti vili o osceni è l’unico colpevole, almeno moralmente.
A YouTube, oltre che il demerito per offrire visibilità ad azioni violente (in ogni forma), andrebbe attribuito anche il merito di aver richiamato l’attenzione su un fenomeno - quello della violenza scolastica - che è sempre esistito e di certo non è esploso con l’avvento dei videofonini e della diffusione delle sequenze online.
Anzi è probabilmente solo grazie a YouTube che sono stati scoperti e sanzionati comportamenti che altrimenti sarebbero stati dimenticati nel silenzio timoroso delle vittime e in quello omertoso degli indifferenti.













Segnalato su Matura.it
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